M di _ _ L _ N _

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L’Expo dietro l’angolo e una finale di Champions League che poi tanto lontana non è. Le gru e i cantieri a cielo aperto vicino alle passerelle e alle strade del lusso sfrenato, gli avvisi di garanzia e gli inviti su carta patinata fanno da cornice a una Milano da bere, rimasta senz’acqua. È finalmente cominciata l’operazione “scuola di pulizia” e la messa in secca dei Navigli con la città che si appresta a vivere un periodo intenso di lavori di riqualificazione urbana e di ripristino di una coscienza civica e una responsabilità civile ormai persa. Le periferie grigio Armani dimenticate, quasi fossero invisibili. La stazione centrale una giungla dove regna l’illegalità, qui rom e senzatetto ti danno il benvenuto, ti accompagnano fin sul treno e ti dicono arrivederci. Poi qualcuno ti accusa di avere le tasche bucate.

In centro le modelle sfilano mentre i musulmani scendono in piazza contro l’Isis. Lo spaccio notturno sui canali, una zona per niente valorizzata che si spera possa cambiare con la nuova Darsena, dove a una certa ora l’uomo nero è sempre lì ad aspettare il cliente. Le sparatorie, le rapine e i furti in pieno giorno, e in pieno centro. I grattacieli vanno sempre più su, mentre Piazza Affari viaggia in forte ribasso. Tutta colpa del dito medio di Maurizio Cattelan, così dicono. Normale per una metropoli? Sì. Ma Milano non è una metropoli. Le metropoli sono altre. È solo una grande città dal profumo di ‘ndrangheta e sushi. Dove le imprese e gli appalti non sono ancora del tutto trasparenti. Dove la vetrina internazionale dell’Expo è diventata un parabrezza scheggiato, con le crepe che diventano sempre più grandi. Dove tram e bus sono puntuali di giorno e inesistenti di notte, nonostante mezzi che come treni fantasma attraversano la città oscura. Dove mendicanti e zingari riempiono vagoni già strapieni. Dove se hai il biglietto c’è sempre il furbetto alle spalle che sfrutta la tua tessera per superare il tornello. E io pago, diceva Totò. Ma questo capita ovunque no? Peccato che gli altri fanno rispettare le legge. Qualsiasi legge. Anche sottoterra. Ma questo è un problema tutto italiano. Lasciamo stare.

Milano è una sorta di Gotham City che Giuliano Pisapia con la sua giunta fa fatica ad amministrare. Ci vorrebbe Batman, magari con l’aiuto di Robin. Una città che, anche prima dell’arcobaleno della sinistra, con l’amministrazione di centrodestra ha mostrato tutti i suoi limiti di crescita, non solo urbana, ma anche sociale. Una città sempre in ritardo. Anche ora che c’è l’Expo alle porte. Dove l’integrazione esiste soltanto quando le luci si spengono, quando trans e prostitute dialogano con manager in giacca e cravatta che dovrebbero essere in riunione.

Una metropoli non si fa soltanto costruendo palazzi. Vengono chiusi locali, vengono sgomberati edifici abbandonati diventati centri culturali. Per il Leoncavallo poi il discorso è un altro. Visto che per Giulianone è più un patrimonio da salvaguardare che un centro sociale da sfrattare. Era un obbligo forse. Così come quello di cacciare a una certa i ragazzi dalle colonne di San Lorenzo, perché giustamente, prima o poi si deve pure andar via. Meglio prima che poi. Anche se sulle strade bianche di Corso Como a una certa girano ancora banconote, ma quelle si sa, fanno comodo a tutti, ed è meglio restare lì e far finta di niente. La notte qui è sempre giovane.

D’altronde Milano è la capitale economica e i soldi servono, non solo per pagare. Banconote di carta come il castello che Milano sta costruendo in vista dell’Expo. Un castello che continua a cadere e a far perdere tempo nonostante gli infiniti sforzi della giunta. In attesa del prossimo avviso di garanzia, meglio se su carta patinata, come un invito esclusivo della Milano da bere, ora rimasta anche senz’acqua.
Oh mia bela madunina, prega per noi.

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2 Responses to M di _ _ L _ N _

  1. Erik says:

    non conosco per niente Milano, quindi scrivo solo di impressioni..
    ci sono stato solo un paio di volte di passaggio, ma quello che ho letto corrisponde perfettamente all’immagine che mi sono fatto di questa città, che forse per questo motivo non mi ha mai attratto… lontana anni luce dalla mia idea di luogo dove vivere bene…

  2. auradiluna says:

    …non ho capito, a una certa mandano via la gente dalle colonne? tipo coprifuoco?

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